Grande entusiasmo per lo spettacolo dell’associazione Tuttinsieme di Corridonia diretto da Francesco Facciolli.

E vissero felici e contenti così di solito terminano le favole ma, stavolta, questo è l’incipit della storia. La Cenerentola maritata comincia esattamente da dove le nostre nonne concludevano il racconto, ci auguravano la buonanotte con un bacio e ci rimboccavano le coperte. Manlio Santanelli, talentuoso grande vecchio del teatro partenopeo (e quindi italiano), si è divertito a tratteggiare quel che è accaduto alla novella sposa una volta spenti i riflettori sul principesco matrimonio: ne è riuscito un monologo assai diverso da quanto tutti noi ci siamo sempre immaginati!

La scena si apre su di una stanza ingombra di scope, spazzoloni, secchi e detergenti al cui centro troneggia una non più fresca Cenerentola (Scilla Sticchi) intenta nello sferruzzare uno scialle rosso sangue. Lo schienale reca i simboli della gloria passata: la celebre scarpetta e la corona principesca. Alza gli occhi, ammicca verso il pubblico e lo trascina subito nel racconto di sé. Attraverso un torrenziale flusso di parole, un po’ in italiano e molto in napoletano, tra mmaleparole, improperi e libere sonorità si dipana la sua triste vicenda: la luna di miele è presto finita ed ella si è ritrovata alle prese con i problemi insormontabili della regale quotidianità.

Popolare e colta, elegante e volgare, levigata ed aspra, questa è la cifra della scrittura di Santanelli che si colloca tra le più interessanti, ma meno rappresentate, del teatro contemporaneo italiano. Irta di pericoli, quindi, la decisione di allestire un lavoro tanto variegato da parte del regista Francesco Facciolli, già avvezzo peraltro a mettere in scena le opere del Santanelli: “Ho deciso di apportare alcuni piccoli tagli al testo, snellendolo un poco, e di introdurre alcune personali soluzioni drammaturgiche per smussare le asperità insite nei monologhi”. Se l’autore aveva suggerito la riproduzione dell’ouverture di Rossini come semplice commento introduttivo alla pièce, il regista ha voluto inserire interi brani dell’opera che interagiscono puntualmente con le battute della protagonista, trasformando di fatto le arie ed i concertati in ulteriori attori presenti e dialoganti in scena, ancorché solamente in spiritu.

Ulteriore arricchimento rispetto al testo originale è l’uso del teatro di marionette per animare e movimentare lu cunto fatto da Cenerentola nel bel mezzo della sua confessione. In tal modo, nato come un testo di sola voce recitante, quasi una semplice lettura scenica, La Cenerentola maritata è stata sapientemente trasformata in un dramma nel senso più pieno del termine. Il pubblico ha accolto con grande entusiasmo la prova dei coniugi Sticchi-Facciolli, collaudata coppia nella vita oltre che sul palco, applaudendoli a lungo in un Lanzi gremitissimo (per accontentare tutti, si è dovuta aprire anche la galleria). Con lo spettacolo dell’associazione Tuttinsieme di Corridonia, si è chiusa nel migliore dei modi la stagione 2019 di Teatro e sapori – in ricordo di Walter, di qualità elevata nel suo complesso, strepitosa in alcuni singoli lavori, a cui quindi non possiamo che augurare: ad majora!

Clicca qui per leggere l’articolo completo di Fabrizio Cortella su Cronache Maceratesi.

La Cenerentola maritata chiude Teatro e sapori

Category: GeneraleTeatro e Sapori
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